crisi di panico: sconfiggerle in 7 giorni senza medicine

Crisi di panico: i suoi sintomi e come combatterli

Crisi di panico: sconfiggerle in 7 giorni è oggi possibile

crisi di panico: sconfiggerle senza medicine
crisi di panico: sconfiggerle senza medicine

Le crisi di panico erano un tempo riconosciute come episodi scatenati da stress o nervosismo naturalmente accumulati durante le fatiche della giornata. Oggi sono al contrario considerati una reale condizione medica, che ha permesso di annoverare le crisi di panico all’interno dei disturbi di ansia.

Se non trattate, le crisi di panico si ripercuotono sulla qualità della vita scatenando ulteriore paure, disturbi mentali, isolamento sociale, problemi a lavoro o a scuola.

Ma come ogni forma di disturbo, le crisi di panico possono essere sconfitte.

Crisi di panico: alcuni elementi da considerare

Le crisi di panico non conoscono una precisa combinazione di fattori scatenanti, non hanno un orario della giornata

crisi di panico: conoscerle per riprendere in mano la propria vita
crisi di panico: conoscerle per riprendere in mano la propria vita

prevalente, non avvisano prima di colpire. Proprio la loro imprevedibilità porta chi ne è affetto a strategie di ogni tipo: evitare i luoghi dove una crisi è avvenuta, le persone con cui ci si trovava quando si è scatenata, persino evitare di uscire di casa quanto più possibile. La paura della paura conduce all’interruzione della vita stessa in sostanza.

Le crisi di panico hanno in genere inizio con i primi anni della vita adulta. Le donne ne sono statisticamente più affette ma, in generale, le crisi cominciano a presentarsi dopo uno o più episodi di stress intenso. Ovviamente, l’elemento che maggiormente denota la manifestazione di una crisi di panico è un senso di terrore improvviso insorto a fronte di nessun pericolo reale.

crisi di panico: il passato che ci rincorre con reazioni fisiologiche
crisi di panico: il passato che ci rincorre con reazioni fisiologiche

Altri elementi denotano le crisi di panico, i più comuni dei quali sono polso accelerato, dolore a petto o stomaco, difficoltà respiratorie, debolezza, vertigini, sudorazione, formicolio e/o insensibilità alle mani. Alcuni elementi che pongono il soggetto a rischio crisi possono essere l’insorgere del disturbo a livello familiare, stress, un passato di abusi fisici o mentali ed eventi traumatici in generale.

Crisi di panico: combattere un errore di valutazione mentale

Recenti studi concordano sul fatto che alcuni processi biologici in collaborazione con aree specifiche del cervello siano ciò che mette in moto ansia e paura, anche dove non richieste. In particolare, un meccanismo antico di millenni che ha permesso la sopravvivenza della specie potrebbe contribuire alla erronea produzione delle crisi di panico. Si tratta del meccanismo fight or flight ( combatti o fuggi), una reazione istintuale che si presenta di fronte a una criticità che il nostro cervello rileva – predatore, pericolo di morte o di lesioni. L’organismo aumenta il battito cardiaco, la produzione di adrenalina e il livello di allerta dei nervi per prepararsi a una delle due opzioni possibili di fronte alla situazione specifica: la fuga o la lotta in mancanza di alternative. I processi biologici appena descritti sono per l’appunto i più classici sintomi di una crisi di panico.

crisi di panico e come vedere di nuovo la fine dell'incubo
crisi di panico e come vedere di nuovo la fine dell’incubo

Alla luce di questo, diversi ricercatori concordano nel dire che le crisi di panico altro non sono che una interpretazione erronea di segnali inviati dal corpo. Questi vengono interpretati come minacce al quale il corpo reagisce “rispolverando” la meccanica fight-or-flight, vecchia di migliaia di anni.

Affrontare le crisi di panico come una erronea comunicazione tra organismo e realtà esterna ci aiuta a comprendere una cosa: per sconfiggere questo incubo quotidiano causa di sempre maggiore stanchezza e logoramento bisogna comprendere dove si sbaglia.

Evidenze scientifiche dimostrano che abbiamo risorse interiori capaci di sprigionare energie curative. Bisogna allora conoscere i meccanismi e gli stati mentali per attivarle.

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