attacchi di panico notturni: riconoscerli e curarli

Attacchi di panico notturni: saperli riconoscere E curare

Attacchi di panico notturni: Il terrore nella notte da localizzare e distruggere

Gli attacchi di panico notturni sono descritti da chi ne ha fatto esperienza come una manifestazione dannosa e nociva ben più grande e sconvolgente della crisi di panico che può presentarsi durante le altre ore del giorno.

La ragione è presto detta: a differenza delle crisi di panico durante le altre ore del giorno, gli attacchi di panico notturni ci colgono completamente spiazzati e inermi, impotenti e al buio, acuiti dalla scarsa lucidità che i momenti prossimi al sonno causano. Tutti quei comportamenti di autodifesa come la distrazione, la richiesta di compagnia o di rassicurazione da parte di altri sbiadiscono come soluzioni possibili e le crisi di panico continuano soltanto ad acuirsi col tempo che passa.

Inoltre, a complicare le cose, gli attacchi di panico notturni possono spesso essere spesso scambiati con incubi. Per cominciare, bisognerà dunque sapere distinguere gli incubi dagli attacchi di panico notturni

Attacchi di panico notturni o incubi?

Attacchi di panico notturni: liberarsi è possibile
Attacchi di panico notturni: liberarsi è possibile

Arriva il momento di dormire in un luogo tranquillo e sicuro come la propria camera da letto. La stanchezza ti avvolge e non vedi l’ora di prendere sonno. Ma ecco che qualcosa cambia: ci si sente strani, a disagio. L’angoscia sale e non riesci a pensare ad altro che a queste sensazioni che cominciano a montare dentro. Cominci a credere che qualcosa non va, che forse stai avendo un malore o qualcosa di simile ed ecco che la crisi di panico arriva. Ma come riconoscerla da un incubo?

Proprio come negli attacchi di panico notturni, svegliarsi da un incubo produce effetti quali battito cardiaco accelerato, sentimenti di terrore e sudorazione eccessiva. A differenza degli incubi, però, gli attacchi di panico notturni tendono a essere ricordati anche dopo la notte. Anzi, la paura che questa esperienza si ripeta la notte successiva è proprio parte integrante della crisi di panico, acuendo il problema e rendendo il singolo episodio di attacco di panico notturno diventa un ciclo.

Gli incubi vanno senz’altro ad intaccare la qualità del sonno, le prestazioni che seguono il giorno dopo, la lucidità mentale e in generale le prestazioni del proprio fisico. Gli attacchi di panico notturni, tuttavia, proprio a causa della loro reiterabilità superiore al mero incubo, può causare dei veri e propri disturbi del sonno che vanno a protrarsi all’infinito se non seguiti e curati adeguatamente.

Naturalmente, esistono patologie mediche come l’apnea o il reflusso gastro-esofageo che aprono la strada e causano gli attacchi di panico notturni. Ma se avete già consultato dottori e specialisti che hanno debellato patologie come queste, avrete la certezza di trovarvi di fronte a una crisi di panico.

Attacchi di panico notturni: riconoscere e debellare il male

Attacchi di panico notturni: nudi e indifesi contro la paura
Attacchi di panico notturni: nudi e indifesi contro la paura

Gli attacchi di panico si verificano anche senza nessun problema reale apparente, ecco quindi che la persona verrà a contatto con il famoso senso di oppressione senza alcuna motivazione, nonostante si trovi in un ambiente tranquillo e rilassato come durante le ore notturne. In realtà, l’atteggiamento mentale è un causa prima degli attacchi di panico notturni reiterati ma non è la sola nè la sorgente di per sè delle crisi di panico.

Nella vita di tutti i giorni ci sono diversi fattori che interagiscono direttamente con la comparsa di crisi di panico e attacchi di panico notturni. Lo stress ad esempio, è un problema molto comune tra coloro che soffrono di questa condizione. Quando sotto stress, il corpo produce maggiori quantità di cortisolo e adrenalina, rendendo l’organismo sempre più suscettibile al nervosismo fino a giungere alle crisi di panico. Questo elemento non è affatto da sottovalutare: gli attacchi di panico notturni non sono un fenomeno completamente negativo nonostante il disagio che procura; si tratta infatti di un sintomo, non di una causa, un modo che il nostro corpo trova per comunicarci che qualcosa non va nel nostro stile di vita, nel nostro modo di pensare, nel nostro modo di rapportarci alla realtà.

Evidenze scientifiche dimostrano che abbiamo risorse interiori capaci di sprigionare energie curative. Bisogna allora conoscere i meccanismi e gli stati mentali per attivarle.

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