ereditarietà del panico

Il DNA del panico: attacchi di panico e componente genetica

Panico e genetica: esiste una correlazione che rende il panico un carattere ereditario?

Così come accade per diverse tipologie di disturbi, ci si potrebbe domandare se anche una patologia come gli attacchi di panico e le crisi di ansia siano o meno parte di un corredo genetico amplio e complesso che rende una persona più predisposta dell’altra a maturare e sviluppare un disagio di panico.

Senza volere escludere l’importanza dei fattori precipitanti (fattori scatenanti ansia e panico legati al quotidiano) e i fattori di mantenimento (un atteggiamento o uno stile di vita che corrobora e mantiene il disturbo vitale), si può senz’altro affermare che esiste un fattore genetico accostabile ai disturbi di ansia e panico. Ma è davvero tutto qui? Il panico è nel nostro DNA e dunque non si può sconfiggere? No, affatto. Proviamo ad andare più a fondo.

Panico ed ereditarietà: il contributo genetico al disturbo

panico e dna
panico e dna

Proprio come qualsiasi altro disturbo familiare o genetico, anche gli attacchi di panico non sono irrimediabilmente iscritti nella nostra storia genetica. Possono dunque manifestarsi o meno al di là dei fattori meramente predisponenti e dipendono da una complessità sistemica che abbraccia la genetica come uno tra tanti fattori in gioco. Se dunque la genetica può essere terreno fertile del disturbo di panico, altri fattori vanno poi a incidere su quello stesso terreno, al fine di permettere al panico di nascere e crescere rigoglioso.

Domandarsi tuttavia di una possibile causa genetica degli attacchi di panico apre le porte a una considerazioni che hanno molto a che fare con una sorta di “scheda etologica” del panico. Ci è infatti possibile ascrivere all’interno di questo disturbo una peculiare “genetica” che ci permetterà di meglio comprendere e dunque sconfiggere il problema: vediamo dunque quali sono le caratteristiche del DNA del panico.

Il DNA del panico e degli attacchi di panico

ereditarietà del panico

La prima considerazione da fare che riguarda la “genetica” dell’attacco di panico è un copione che si ripete immancabilmente con il presentarsi di qualsiasi attacco di panico e che presenta solo alcune variazioni e sfumature interne alle sue parti. Queste ultime sono dette stimolo-percezione-risposta e si presentano sempre in questo ordine e modalità, dandoci la possibilità di comprendere il presentarsi di un attacco di panico in questa sua semplice seppure devastante concatenazione. Stratagemmi che vadano a spezzare questa concatenazione sono infatti sempre e comunque il primo passo per rompere il circolo del panico e venirne fuori lentamente.

Il “cibo” che invece alimenta e rinforza il panico è una dieta principalmente costituita di stress, carenza cronica o scarsa qualità del sonno, mancanza di attività fisica (dunque mancanza di sfoghi sani dell’ansia), alcolici ed eccitanti, mancanza o scarsità di relazioni emotive significative nella propria vita.

Evidenze scientifiche dimostrano che abbiamo risorse interiori capaci di sprigionare energie curative. Bisogna allora conoscere i meccanismi e gli stati mentali per attivarle.

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