La mia esperienza con gli attacchi di panico

In giro con amici, finiamo in un locale affollato, musica a volume più che alto: una situazione solita a noi ragazzi. Quella notte però mi sono sentito strano: avverto una sorta di debolezza alle ginocchia e imputando la sensazione al Martini doppio, mi siedo ma ho la testa pesante, inizia a girarmi tutto intorno e sopporto poco la musica e le persone che ormai, per farsi capire, mi urlano nelle orecchie. Decido allora di allontanarmi e salito in auto noto che sto sudando dalla fronte, cerco comunque di tenere entrambe le mani sullo sterzo e mi accorgo che sono umide nei palmi. Avverto un leggero tremore anche alle gambe e mi meraviglio del fatto che istintivamente non ho nemmeno acceso lo stereo. Continuo a dare la colpa al Martini, penso alla possibilità di un fermo con conseguente detrazione di punti e patente e seguo la strada, per fortuna pochi kilometri, usando come riferimento le strisce bianche sull’asfalto.

Riesco quindi a fatica a prendere sonno ma nel cuore della notte sento una sensazione di “tonfo in petto”, mi sveglio all’improvviso con il cuore che batte all’impazzata e salto giù dal letto, accendo la luce, sono le 4.00, sento che sto per svenire. Inizia a girarmi tutto intorno, il cuore non rallenta, anzi accelera ancora, ho paura di morire: è così che viene un infarto? Terrorizzato corro in cucina per prendere dell’acqua, ho le labbra secche e sento la “lingua rigida” in bocca. Mia madre e mia sorella, sentendo i miei passi veloci e il rumore di bicchieri, vengono in cucina: mi trovano con una mano in petto, spiego come mi sento mentre è sempre più difficile smettere di tremare e ho le braccia “addormentate”, il respiro è irregolare...

Potrei continuare la sequenza, credo a te nota, di decisioni e sensazioni che rendevano la mia vita letteralmente un inferno, le visite mediche dove mi si diceva “sei solo un po’ ansioso ma stai bene”... Voglio soffermarmi invece sul momento più importante: quello in cui ho deciso di reagire, scrollarmi di dosso la bestia.

Accompagnato da mia madre dall’ennesimo medico specializzato, questo ascolta con attenzione tutti i sintomi e mi spiega che è una reazione ansiosa del tutto normale, che molta gente ne soffre e che bisogna conviverci. Mi prescrive quindi delle gocce di Lexotan, invitandomi a portarle sempre con me e a prenderne nel momento del bisogno: mi avrebbero calmato per forza. Rientrato a casa, corro a cercare un marsupio con il quale avere con me “l’elisir della calma” in ogni momento, penso a come sarebbe ritornata alla normalità la mia vita e a come avrei riconquistato il mondo.

Decido di scendere a fare quattro passi ma, al suono del “clack” della cinghia del marsupio nella mia mente sento un forte senso di rifiuto, scoppio in lacrime, non voglio dipendere da farmaci già alla mia età e non accetto di vivere così anche in assenza di gravi disturbi fisici. Prendo allora la mia migliore decisione di sempre: REAGIRE. Non importa come, in quanto tempo e se alla fine finirò appeso ad una corda: io non impazzirò e non lascerò che questo problema faccia più parte di me!

Provo rabbia, forse anche un po’ con me stesso, ma è più forte la voglia di cambiamento e sento che ce la posso fare...

IO HO UCCISO LA BESTIA E PUOI FARLO ANCHE TU


Quello che segue è un metodo sviluppato da me, frutto di notti insonni e tentativi che mi hanno condotto ad individuare, a distanza di tempo, i fattori e gli elementi da sfruttare per sconfiggere “la bestia”. L’ispirazione è arrivata con la telefonata preoccupata di un mio amico, che, vivendo da mesi ormai cosa si prova a “temere senza ragione di dover morire adesso”, si è ricordato di quando gliene parlavo e mi ha chiesto cosa ho fatto per uscirne, quando io serenamente ho risposto che era acqua passata. Ho allora deciso di fare con lui una prova: non ricorrere ad alcun farmaco e risolvere in via definitiva il problema in 7 giorni, altrimenti avrebbe proseguito con le terapie che gli hanno consigliato (nel suo caso cicli combinati di psicoterapia con supporto di farmaci). Il risultato finale è stato che Paolo (nome non reale per ragioni di privacy) ora vive serenamente e libero dalle crisi che gli attacchi di panico comportano. Con piacere ho aiutato con lo stesso metodo altre persone, con il medesimo risultato.

Scommettiamo che funziona anche per te?


Dovrai semplicemente attenerti a queste regole:


Ti auguro quindi una buona e piacevole lettura, con la promessa che i capitoli saranno brevi, di facile comprensione, augurandoti di riuscire ad avere nuovamente controllo di te stesso e della tua vita.


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